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ceci n'est pas un blog

23 giugno, 2008

won't take no prisoners, won't spare no lives

Dammit, quanto tempo. E con questo i convenevoli di rito sono sistemati. Parlando d'altro, beware: tra non molto (e parliamo di giorni) in libreria arriverà qualcosa di crudele, sporco e spietato, vale a dire Anime Nere Reloaded. Mondadori. Edited by no less than Alan D. Altieri & featuring Lucas & Toole il più sudicio e infame dei racconti del vostro affezionatissimo yet. Altrove in giro per la rete, prossimamente comparirà qualche mia dichiarazione delirante in merito e su come Lucas & Toole porta A Sud dell'Inferno, ma per ora, cominciamo qui.
That's all you need to know, al momento. Anche perché di parlare di traduzioni, dei motivi di questi mesi di aggiornamenti mancati e quant'altro, proprio non sono in vena. Sorry.
Per farmi perdonare, qui accanto - in attesa della cover dell'antologia - una immaginetta amena amena che ho messo insieme ispirandomi al mio lurido racconto.
Così, tanto per darvi l'idea.
À bientôt, gente.
Take care.

25 settembre, 2007

I've been to Hell, I know where it is...

...and I'm gonna take us there. Yeah, mesdames et messieurs. Al di là della quote-non-quote da Battlestar Galactica che solo un manipolo di psicopatici saprà riconoscere, il piano è proprio questo. Take us to Hell. Anzi, South of Hell. Anzi, A Sud dell'Inferno. Ovvero il titolo del nuovo romanzo. Senza pseudonimi, senza vergogna, senza pietà. That's all you need to know, per ora. Ma comunque, sì, il sospetto che uno dei miei più sacri tabù non sia più tanto sacro è del tutto giustificato. Solo il sospetto, però.

Lasciatemi togliere la solita polvere e le solite ragnatele, poi torneremo a parlarne.

Non so quanto e non so in che termini, ma lo faremo.

Sono un uomo di parola.

À bientôt.

13 giugno, 2007

si astengano i deboli di cuore

Non è tanto per dire né per fare scena. Sul serio.
Per una volta la segnalazione di qualcosa che non si legge e non si ascolta (non solo) ma a cui si assiste. Io non mancherò. Spero che non mancherete nemmeno voi.

TERAPIA?

Quanto prima altri aggiornamenti, abbiate fede.
Nel frattempo, take care.

07 aprile, 2007

nothing left but pure evil

Quanto, quanto, quanto tempo. Sul serio, quanto. Sì, mi siete mancati. Sì, vi sono mancato. Sì, ci siamo mancati. Decisamente. Per oggi, comunque, niente aggiornamenti tranne uno. Che riguarda Halloween, il remake di Rob Zombie. Il trailer è online. And it fuckin' rocks.

Date un'occhiata se non mi credete...



A presto (a presto davvero, non assicuro niente ma tenterò) con altre nuove, mesdames et messieurs.

Nel frattempo, quasi inutile dirlo: take care.

04 dicembre, 2006

let the right one in, låt den rätte komma in

Ma il titolo italiano è Lasciami entrare. Di John Ajvide Lindqvist. Pubblicato da Marsilio. Malato e romantico, crudele, sorprendente, emozionante. Una reinvenzione straordinaria della figura del vampiro ma anche molto, molto di più. Un romanzo scritto da qualcuno che ha sentito, che si è sentito sulla pelle e sotto la pelle ogni singola parola, ogni singola scena. Non è una supposizione/deduzione, è stato proprio John a dircelo quando Maura e io lo abbiamo intervistato per Noir, ormai quasi un mese fa.

La recensione del romanzo la trovate sul numero in edicola in questi giorni mentre l'intervista (stay tuned) uscirà sul numero di gennaio. Ma, sinceramente, quasi scoccia chiamarla intervista perché è una parola che non rende giustizia al tempo che abbiamo passato in compagnia di John: vampiri e Morrissey, birra e zombie e film horror e Samuel Beckett e giochi di prestigio. Una conversazione, una chiacchierata e tra le più piacevoli, non una serie di domande e poi tutti a casa, arrivederci-auguri-per-il-libro. Tutt'altro.

Nel caso sulle pagine di Noir non ci fosse abbastanza spazio per raccontarvi tutto, tornerò a parlarvene in un prossimo post.

Due parole ancora su Lasciami entrare, prima di andare.

Due, alla lettera: non perdetelo.

Eli e Oskar (e non soltanto loro, anche il resto del cast del romanzo) sono personaggi che vi resteranno sulla pelle e sotto la pelle, proprio com'è successo a John mentre scriveva di loro.

Trust me.

Questo è quanto, per stasera.

Take care, mesdames et messieurs.

27 ottobre, 2006

ça me vexe

Mesdames et messieurs, quanto tempo. Mi piacerebbe raccontarvi grandi cose su questo lungo periodo di silenzio, ma la verità è che posso solo dirvi che se non avessi passato una sospiratissima settimana a Parigi avrei rischiato la camicia di forza. Sì, quella che si allaccia dietro e che non è semplicissimo levarsi da soli. Posso dirvi solo che se non ci fossero stati il Progetto Segreto A, il Progetto Segreto B e il Progetto Segreto C a tenermi compagnia le settimane buie di cui, sinceramente, ho perso il conto, sarebbero state ancora più nere e fetenti. Posso dirvi che anche la mia pagina su Myspace e molti amici vecchi e nuovi, conosciuti o ritrovati lì, hanno contribuito non poco a rendere meno nere le settimane buie di cui sopra. Posso dirvi che sto ascoltando Ça me vexe, strepitoso album di/dei Mademoiselle K. e che sto sviluppando una particolare fissazione per Le cul entre deux chaises e per A l'ombre. Posso dirvi che in una libreria di Saint-Germain-Des-Prés Maura mi ha trovato il più incredibile fumetto che mi sia capitato per le mani da molto, molto tempo a questa parte, ovvero Nil, di James Turner.

Vediamo, che altro posso dirvi?

Posso dirvi che è uscito JPod già da qualche giorno e che dovreste sbrigarvi a comprarlo. Posso dirvi che non ho avuto il tempo di avvisarvi della presenza, sullo scorso numero di Noir, di un nostro (mio e della mia dolce metà) dossier su Jack lo Squartatore e un'intervista a Barry Eisler, amico e autore impagabile nonché compagno di dipendenza da Cormac McCarthy ma che sul numero attualmente in edicola, ahivoi, non troverete alcun contributo del vostro affezionatissimo perché, tanto per cambiare, l'ordine di uscita di racconti e articoli è stato rielaborato/rivoluzionato per ancora una volta.

Posso dirvi che prima di partire, ho letto The Road e World War Z, di cui vi parlerò prossimamente.

Posso dirvi di fare un salto sulla mia pagina su Flickr, se avete tempo e voglia.

Posso dirvi che per oggi, lo avrete notato, ho parlato anche troppo.

À bientôt,
M.

03 settembre, 2006

catching up (again), sort of (again)

Per cominciare: non fatevi del male e procuratevi immediatamente Live At the Ica dei Queen Adreena. Basterebbero anche solo In Red, Medicine Jar e Pretty Like Drugs a renderlo indispensabile. E Katiejane, dal vivo, è più ipnotica e stupefacente che mai. Stupefacente, nelle varie accezioni del termine.

Sul serio, non fatevi del male. Ci tengo a voi, lo sapete.

Per continuare: da qualche tempo ho aperto una pagina su Myspace. Beh, merita. Non parlo della mia pagina in particolare ma di Myspace in generale. Che, oltre a permettere di fare incontri seriamente interessanti, uno più inaspettato dell'altro, lascia anche addosso la sensazione, per niente sgradevole, di starsene ancora più lontani, immensamente lontani dagli orrori masturbatori dei lit-blog italici e dei pompini a vicenda tra blogger che sognano di diventare scrittori e scrittori che si fingono blogger. Il che non è poco, di questi tempi. Insomma, per la mia nuova nata ho davvero un debole. Se non vi mancano il tempo e la voglia, provate a darle un'occhiata.

Passando ad altro: Le colline hanno gli occhi, di Alexandre Aja. Mariavergine. Wow. Averne. Suppongo che sia chiaro che l'ho adorato. Per una volta meglio, molto, molto, molto meglio non giocare a originale vs. remake perché (guardiamo in faccia la cruda realtà) l'originale, rivisto oggi, è imbarazzante e il film di Aja lo polverizza in tutto e per tutto e sono certo che tra venticinque anni non sarà il suo turno di risultare imbarazzante. Non sarà così, punto. Detto ciò, non mi pare il caso di stilare lunghi elenchi di ulteriori lodi e cose che ho amato del film, mi limito a dirvi che può vantare alcune delle scene più crude, viscerali e strepitose che ricordi, non esagero, dai tempi di Texas Chainsaw Massacre. Unica pecca, che però potrebbe essere corretta con l'uscita in dvd: i tagli voluti da Nonno Craven. Cazzo, qua e là si notano. E non fa piacere, anche perché non fa piacere pensare a Wes Craven in preda a un delirio di pruderie presenile. Tuttavia, poco male. Sbattetevene, non fateci caso e andate a vederlo. Quanto prima.

Restando in campo cinematografico, sempre per il vostro bene: Three Extremes, di Fruit Chan, Park Chan-Wook e Takashi Miike. Tre storie sospese tra il noir e l'horror orientale. Un collage crudele, visionario, magnifico, efferato. In un mondo perfetto (quindi non in questo) i film come questo non sarebbero casi isolati...

Sul fronte letterario, non posso giurarvelo ma JPod, del grande Douglas Coupland, tradotto dal vostro affezionatissimo e dalla sua dolce metà, potrebbe/dovrebbe uscire a metà ottobre. Stesso dicasi per Crusader's Cross, del non meno grande James Lee Burke. Molto presto, spero, qualche data ufficiale per le uscite.

Quanto al sottoscritto, quando la sua solita, indecente quantità di cose da fare glielo permette, è al lavoro sul Progetto Segreto A, sul Progetto Segreto B e sul Progetto Segreto C. No less. Questioni di bieca, irrazionale e irrefrenabile superstizione mista a una rispettabile di paranoia tanto per gradire mi impediscono di dirvi di più. Ma non escludo, prossimamente, di riuscire a infrangere qualche tabù e a raccontarvi qualcosa in proposito.

Last but not least, di qui a una decina di giorni al massimo dovrebbe arrivare in edicola il nuovo numero di Noir Magazine. Lotsa stuff. Ma ne riparleremo a tempo debito.

Take care, mesdames et messieurs.

A presto.

13 agosto, 2006

to the freaks

Quote du jour:

"The arts is a rotten business indeed."

Jack Micheline, A Poem To The Freaks

Take care.

01 agosto, 2006

noir/teaser/l'uomo con l'ascia

Mesdames et messieurs, Noir n° 5/6 è a portata di edicola già da qualche giorno. L'ordine di uscita dei contributi del vostro affezionatissimo si è, ancora una volta, un po' più che vagamente incasinato. Così al posto del Confine #4 troverete l'intervista a David Peace e un pezzo sul poco conosciuto (ma non per questo meno creepy) Uomo Con l'Ascia di New Orleans. Speaking of which, ve lo presento con un estratto dall'unica lettera inviata dal nostro al Times-Picayune all'epoca dei suoi crimini:

«Inferno, 13 marzo 1919

Stimati mortali:
non mi hanno mai preso e non mi prenderanno mai. Non mi hanno mai visto perché sono invisibile come l’etere che circonda il vostro pianeta. Non sono un essere umano ma uno spirito, un demone giunto dalle infuocate profondità dell’inferno. Sono quello che voi gente di New Orleans e voi stupidi poliziotti chiamate l’Uomo con l’Ascia...»

Non penso proprio di dovervi ricordare chi altro aveva l'abitudine di scrivere dall'inferno.

E (promesso) molto, molto presto riparleremo anche di lui.

Ahimè, malgrado l'ora, devo già scappare.

Take care.