ceci n'est pas un blog: ottobre 2003

24 ottobre, 2003

the guards/4

Freddo per la città che detesto ma amo di un amore morboso. Freddo affilato come non lo ricordavo da un pezzo. Un coltello tra le costole, la lama che ti sfiora il mento, le guance, le palpebre, la fronte, ti passa sulla pelle senza però avere il buon gusto o il coraggio di provare a incidere, versare sangue. Ma gli inverni sono così su queste strade, taglienti ma in fondo codardi. Prendere o lasciare e ormai ci ho fatto l'abitudine.

Finita e consegnata la traduzione di The Guards, un paio di giorni fa. Presto un lungo post in merito. Anche se Ken Bruen è un uomo di poche parole, poche parole non bastano per parlare di lui e di un libro come il suo. Magari non domani, ma presto. Il tempo di trovare il tempo. Stay tuned.

Take care.

07 ottobre, 2003

john

Piango per John Fante con vent'anni di ritardo. Alla lettera. Ma meglio così. Meglio essersi incontrati adesso, per caso, sulla strada per Los Angeles, troppo orgogliosi tutti e due per sollevare il pollice nella polvere accanto alla carreggiata e chiedere un passaggio a stupidi automobilisti che tanto, un giorno non lontano, ce la pagheranno, tutti. Meglio averlo conosciuto in questo modo entrando non invitato nella sua stanza da una finestra aperta di un improbabile albergo di Bunker Hill perché doveva andare così e non averlo letto anni fa quando non era il momento solo perché qualcuno che si credeva un dottore me lo aveva prescritto come un medicinale, scarabocchiando qualcosa su una ricetta. E meglio, molto meglio aver pianto stanotte pensando al giorno in cui se n'è andato, malgrado tutto - e sono pronto a scommetterci - col sorriso sulle labbra e un'altra storia, un'altra ancora nella testa, meglio aver pianto al pensiero di non poterlo abbracciare e dirgli che è uno stronzo e che lo adoro e che lo odio e che non potrò mai ripagarlo per le cose che ha scritto.
Alle nove di mattina penso questo?
Alle nove di mattina penso questo.

Take care.

05 ottobre, 2003

sassi sul canale saint martin

Oggi piove e quando sono uscito non erano ancora le nove e sembrava già sera pronta a lasciare il posto alla notte. Vento che prova a sollevare foglie incollate all'asfalto dalla pioggia, un ragazzo e una ragazza in auto che accostano e mi chiedono dov'è Piazzale Baracca e mi guardano come se fosse colpa mia quando li informo che sono davvero piuttosto lontani da Piazzale Baracca, che dovrebbero girara la macchina e proseguire per un bel pezzo. Piove e vorrei lanciare sassi sul canale Saint Martin insieme a Maura mentre i gatti dormono al caldo, a casa, tra coperte e maglioni abbandonati sul letto. Esistono luoghi meno ingrati di questo, là fuori, ed è un peccato che non siano sempre a portata di mano o di sguardo. Chissà.

Polvere nera di grafite sulla scrivania, freddo. Il sole ha il colore di una lampadina annegata accesa nel latte. Meglio che vada, adesso. Troppe parole ad affollarsi nella testa e non è il caso di lasciarle dove sono. Violerei i loro diritti. Non sia mai.

Take care.