ceci n'est pas un blog: dicembre 2005

23 dicembre, 2005

habemus trailer

Habemus trailer, come sopra. Le colline hanno gli occhi, il remake di Alexandre Aja. Wow. Gesù. Mamma. Averne. Insomma, correte a scaricarlo. Datemi retta.

Take care, mesdames et messieurs.

07 dicembre, 2005

backlist

Ovvero: se ve li siete persi non è ancora troppo tardi.

Prima Di Un Urlo di Jim Nisbet, pubblicato da Fanucci. Se non vi è bastata la rilettura di Will Christopher Baer della classica leggenda metropolitana del rene rubato, date un'occhiata a cosa è riuscito a farne Jim Nisbet. Da urlo. Non è un gioco di parole.

Dopodiché, senza entrare nel dettaglio di ciascun libro perché, sul serio, meritano di essere letti tutti senza bisogno di ulteriori spiegazioni: John Ridley. Da troppo tempo assente dalle nostre librerie con qualcosa di nuovo. Ma tra i titoli in circolazione, pubblicati tutti da Garzanti, avete solo l'imbarazzo della scelta. Come Cani Randagi, All'Inferno Fumano Tutti, Cose Che Capitano Solo A Los Angeles. Fate voi. Non c'è modo di sbagliare.

Per finire, un mio feticcio personale: La Casa Assassinata di Pierre Magnan, pubblicato da Meridianozero. Erroneamente scambiato da tanti per un semplice giallista ma molto di più di un semplice giallista. In generale. E in particolare con questo romanzo. Un'atmosfera talmente densa, vera, palpabile che si ha la sensazione di poterla respirare.

Have fun.

A presto, mesdames et messieurs.

02 dicembre, 2005

alexandre aja/the hills have eyes

Plainte du jour:

pare che il remake di Le Colline Hanno Gli Occhi, affidato (assai saggiamente) ad Alexandre Aja del quale parlavamo non molti post fa, sia troppo violento e grafico per un pubblico non rigorosamente adulto. Persino Wes Craven, in preda a un'imprevedibile attacco di rincoglionimento presenile, sembra pensarla così. Quindi il film subirà pesanti tagli. E te pareva. Strano che gli stessi produttori che hanno scelto Aja dopo aver visto Alta Tensione ora si lamentino. 'cazzo si aspettavano, un film per famiglie?

Nota a margine sull'argomento: resto sempre stupito dall'improbabile rapporto di amore/odio che molti produttori (ma leggi anche tranquillamente: editori) hanno con il sangue che scorre. Quando scorre per una ragione, soprattutto. Non così, tanto per imbrattare un po' lo schermo e distrarre lo spettatore (ma leggi anche tranquillamente: il lettore) dal fatto che non hai uno straccio di storia da raccontare. Perché non sempre è così. E nel frattempo l'affaire-sang si fa sempre più complicato, sempre più contorto, insensato, anno dopo anno dopo anno. Il sangue. Sì, ma basta che non sia troppo. No, non è abbastanza, la gente ne vuole di più. Però non vuole vederlo, eh, attenzione. Però lo vuole. Solo che ora non lo vogliamo noi. Ma se lo chiamiamo thriller e non horror ne puoi mettere quanto ne vuoi. Non troppo, però. Altrimenti i bimbi s'impressionano e fanno i brutti sogni. E le mamme anche. Per non parlare poi delle nonne. Guai giocarsi la fetta di pubblico composta da infanti, mamme e nonne che (è noto) smaniano per vedere il remake di un horror di più di venticinque anni fa. Smaniano ma lo vogliono con poco sangue. E magari che non faccia nemmeno troppa paura. E che vada anche a finire bene, così non fanno i brutti sogni. Però se diciamo che è un thriller, magari un po' di sangue...

E così via. Fino allo sfinimento. Ora anche con l'aiuto di Wes Craven, insospettabile fino a ieri.

In tre parole, comunque: cazzo, che rabbia. Per quel che può valere, il sottoscritto incrocia le dita perché i tagli non danneggino il lavoro di Aja. Che (ci metto sul fuoco la mano con dita incrociate senza pensarci due volte) sarà eccezionale.

A presto, mesdames et messieurs.