ceci n'est pas un blog: gennaio 2006

20 gennaio, 2006

dead can dance, tributi

Thank god for Projekt Records. In generale, sempre. Ma in particolare, oggi, per questo: Summoning Of The Muse: A Tribute To Dead Can Dance, arrivato al sottoscritto poco fa.

Niente e nessuno supererà mai gli originali, ma anche solo un paio di reinterpretazioni valgono il prezzo del cd.

Restando in tema, se vi sentite in vena, provate a dare un'occhiata/un ascolto anche a Dead Can Dance Tribute: The Lotus Eaters. Non sempre all'altezza del tributo della Projekt ma comunque meritevole.

Take care, mesdames et messieurs.

14 gennaio, 2006

beware

Un breve (ma importante) aggiornamento su Noir Magazine: l'uscita ufficiale in tutte le edicole del numero uno è stata anticipata ai primi di febbraio. Quindi, più che mai, mesdames et messieurs: beware.

Nel frattempo, scritto, impacchettato e consegnato Il Confine #2 e attualmente sono al lavoro sul terzo episodio che promette di essere parecchio più efferato dei due che lo hanno preceduto. O almeno, lo ha promesso a me quando l'ho cominciato. Stiamo a vedere...

Quanto al resto, non è precisamente una novità ma pare che J. T. LeRoy non esista. E chissenefrega, aggiungo. Mai potuto soffrire. Questi, i miei preziosi due cent sull'argomento.

Parlando di cose serie: amo Geek Love ormai di un amore quasi morboso. Non è la notizia del giorno, lo so. Ma visto che, per il mio e per il vostro bene, non mi sono mai sognato di dare la notizia del giorno, possiamo pure accontentarci di questa. Ovvero: amo Geek Love ormai di un amore quasi morboso. Anzi, togliamo quel quasi. Se avete tempo e voglia di cercare qualcosa di Katherine Dunn, fatelo. Non ve ne pentirete.

Nel frattempo, take care.

06 gennaio, 2006

noir magazine/il confine/16 horsepower

Cose importanti dal mondo per l'anno che ha appena aperto gli occhi: Noir Magazine, rivista De Agostini nuova di zecca che attualmente sta circolando con un numero uno/zero solo in alcune parti di alcune regioni. L'uscita ufficiale in tutte le edicole (da quelle della capitale a quelle dei più remoti angoli della penisola) è prevista per il 20 febbraio.

Cosa c'entra il sottoscritto? Beh, c'entra,mesdames et messieurs. C'entra perché sulle pagine di Noir troverete pezzi scritti a quattro mani da Maura e da me su delitti efferati, bizzarri e spesso semisconosciuti nonché un mio serial noir/dark/lisergico che si svilupperà attraverso diversi racconti. Si intitola Il Confine.

Speaking of which, qui sotto un piccolo teaser.

«Freddo, e nemmeno la polvere si cura più di questi luoghi, e Ricky ferma il pickup sul cemento arido davanti a un magazzino abbandonato. Orbite di vetri rotti, striature di ruggine rischiarate dai fari, come se qualcosa che abita i muri che sorreggono il tetto di lamiera avesse pianto lacrime di sangue vecchio, già stanco. Seduto sul pianale, con una coperta avvolta attorno alle spalle e le dita strette attorno al calcio della pistola e i grani neri del rosario serrati come denti smussati attorno alle mani, Svevo sta piangendo. Come al solito, come le altre volte che credo di ricordare, e Ricky mi fa cenno di scendere, restiamo a fumare appoggiati alla fiancata incrostata di sporcizia.
Qualche tiro, il fumo soffiato da una fessura tra le labbra e poi lui si toglie di tasca due pastiglie pallide, me le porge e a voce bassa, potrebbero tenerti lucido per un po’ ma non è una scienza esatta.
Le pastiglie rotolano sulla mia mano e poi sulla mia lingua, mando giù a secco e rido e dico non esistono scienze esatte e rido ancora, e Ricky senza volere si ritrae perché qualcosa nella mia risata ha un suono cattivo che sa di brace e bile e non somiglia per niente a una risata mentre le mie labbra si allargano in un ghigno storto che vorrei ricacciarmi in gola ma non posso controllare. Ma è solo un attimo e comunque Ricky mi studia con attenzione prima di gettare via la sigaretta e mormorare dài, andiamo.
Risaliamo e abbandoniamo lo spiazzo lasciandoci alle spalle il magazzino e le sue lacrime rossastre, Svevo che batte il pugno chiuso sul pianale e piange più forte, trema e ulula e si morde le nocche, si scalfisce la pelle con i denti e in mezzo alle lacrime dice che siamo dannati, che pagheremo per questo, per questo e per ogni cosa e né io né Ricky prendiamo fiato per contraddirlo.»

(da Il Confine #1)

Come se non bastasse, sulla rivista scrivono e scriveranno no less than Giancarlo De Cataldo, Massimo Picozzi, Andrea Pinketts e tanti altri. Torneremo a parlarne a tempo debito, naturalmente. Comunque, già da ora: siete avvisati.

Quanto al resto, una scoperta casuale e preziosissima che risale a ieri notte: i 16 Horsepower. Riverberi di Nick Cave in un'atmosfera southern desolata, polverosa, ipnotica. Per il momento tra le mie grinfie sono caduti Sackcloth 'N' Ashes e lo splendido live Hoarse. Ma tra non molto mi servirà un'altra dose. I'll let you know.

Per finire, un capolavoro di cui ho rimandato la lettura per troppo tempo: Geek Love di Katherine Dunn. Doloroso, poetico, divertente, tragico, magnifico, vero. Potrei continuare a lungo ma non basterebbe. Sarebbero solo parole, sarebbe solo una sfilza di aggettivi che non vi direbbe abbastanza. Meglio, molto, molto meglio leggere il romanzo. Fatelo, quanto prima.

Okay, per ora questo è quanto.

Take care, a presto.