ceci n'est pas un blog: giugno 2006

20 giugno, 2006

puerto muerto, hangman's song

Consiglio en passant ma non per questo da trascurare: See You In Hell, dei Puerto Muerto. Blues, echi southern e suggestioni da murder ballads. Come se non bastasse, su See You In Hell potete trovare anche la spettrale Hangman's Song, nota ad alcuni nevrotici (tra cui il sottoscritto) perché parte, sotto forma di cover, della colonna sonora dell'ingiustamente sottovalutato L'alba dei morti viventi, diretto da Zack Snyder e sceneggiato da no less than James Gunn.

Sorry, il vostro affezionatissimo deve già scappare.

Take care, mesdames et messieurs.

13 giugno, 2006

lady vengeance, sympathy for

Niente di quello che potrei dire su Lady Vendetta sarebbe mai all'altezza del film, nemmeno con un'approssimazione decorosa. Capolavoro è una parola che molti addetti ai lavori o aspiranti o presunti o presunti tali usano con troppa disinvoltura, a mio modesto parere. Mentre qui, no, è una parola che addirittura non basta.

Si avvicina, certo. Però non basta.

Sympathy For Lady Vengeance è incredibile e travolgente e doloroso, è vero e potente e lascia senza respiro e fa scendere dagli occhi lacrime di sangue. Come quelle di Guemja. Non esagero.

In anni orrendi come questi, in anni in cui ci si strugge per storie vere rigorosamente false e si versano fiumi d'inchiostro per discutere delle cosiddette opere di squallidi burocrati della parola scritta, in anni in cui le pellicole che osano osare vengono fatte sparire prima dalle sale per cedere il posto a blockbuster che hanno lasciato sul pavimento della sala di montaggio quel poco cervello di cui erano provvisti, oggi un film come Lady Vengeance è un diamante che brilla tra le macerie. E questo, forse, lo rende ancora più prezioso.

Sapevo che non sarebbe bastato ma ho tentato lo stesso, è stato più forte di me.

Chiudo con un'unica parola: videoteca.

Anzi, con due: videoteca, subito.

Take care.

A presto.

09 giugno, 2006

sacri tabù, i dieci passi, ancora pinketts

Come previsto, Noir n° 4 è arrivato sano e salvo in edicola. In copertina: no less than Andrea G. Pinketts, altrimenti noto come il Guardiano della Nona Pinta. Per festeggiare l'avvenimento, ieri sera alla sua presentazione della rivista, ho infranto un dei miei più sacri tabù e ho persino parlato in pubblico. Cose mai viste, insomma.

Sempre ieri sera, a presentazione conclusa, ho avuto il piacere di conoscere i due artefici di un sito semplicemente splendido, I Dieci Passi. Progetti come questo non si vedono tutti i giorni, non lo dico tanto per dire. E, sul serio, complimenti ancora a Flavio e Francesco che hanno fatto, stanno facendo e faranno, un lavoro eccezionale.

Ci sarebbero molte altre cose da segnalare, ma il tempo in questi giorni non abbonda, ahinoi.

Poco male, ci rifaremo tra qualche post.

Take care.

A presto.

05 giugno, 2006

one, two, three: who should I kill?

Far sparire dalle sale The Devil's Rejects proprio la settimana in cui sarei riuscito a trovare il tempo per andarlo a vedere è puro sadismo. No, sul serio. Sono cose che non si perdonano. Ieri sera, però, a tirare su il morale al vostro affezionatissimo è giunta una notizia strepitosa: il prossimo Halloween (improbabile che venga battezzato Halloween 9 a questo punto, decisamente meglio così) sarà scritto, diretto nonché prodotto da Rob Zombie. Avevo già letto qualcosa in merito qualche giorno fa ma ora pare che la cosa sia ufficiale. L'idea è anche a suo modo inquietante: quasi trent'anni per avere un degno seguito del film di Carpenter. Quando si dice meglio tardi che mai...

Detto questo, non ho ancora avuto conferme ufficiali ma il numero 4 di Noir dovrebbe essere in edicola tra poco. Questione di giorni, I suppose. Occhi aperti quando vi trovate in prossimità di un'edicola, inutile dirlo. Quanto al resto (non proprio a tutto il resto ma si fa quel che si può) tradurre Douglas Coupland fa sentire piacevolmente in acido. Anche durante le pause.

A presto, mesdames et messieurs.

Take care.

03 giugno, 2006

quando ti levano le parole di bocca...



E non stiamo parlando di calcio, ça va sans dire.

Take care.