ceci n'est pas un blog: settembre 2006

03 settembre, 2006

catching up (again), sort of (again)

Per cominciare: non fatevi del male e procuratevi immediatamente Live At the Ica dei Queen Adreena. Basterebbero anche solo In Red, Medicine Jar e Pretty Like Drugs a renderlo indispensabile. E Katiejane, dal vivo, è più ipnotica e stupefacente che mai. Stupefacente, nelle varie accezioni del termine.

Sul serio, non fatevi del male. Ci tengo a voi, lo sapete.

Per continuare: da qualche tempo ho aperto una pagina su Myspace. Beh, merita. Non parlo della mia pagina in particolare ma di Myspace in generale. Che, oltre a permettere di fare incontri seriamente interessanti, uno più inaspettato dell'altro, lascia anche addosso la sensazione, per niente sgradevole, di starsene ancora più lontani, immensamente lontani dagli orrori masturbatori dei lit-blog italici e dei pompini a vicenda tra blogger che sognano di diventare scrittori e scrittori che si fingono blogger. Il che non è poco, di questi tempi. Insomma, per la mia nuova nata ho davvero un debole. Se non vi mancano il tempo e la voglia, provate a darle un'occhiata.

Passando ad altro: Le colline hanno gli occhi, di Alexandre Aja. Mariavergine. Wow. Averne. Suppongo che sia chiaro che l'ho adorato. Per una volta meglio, molto, molto, molto meglio non giocare a originale vs. remake perché (guardiamo in faccia la cruda realtà) l'originale, rivisto oggi, è imbarazzante e il film di Aja lo polverizza in tutto e per tutto e sono certo che tra venticinque anni non sarà il suo turno di risultare imbarazzante. Non sarà così, punto. Detto ciò, non mi pare il caso di stilare lunghi elenchi di ulteriori lodi e cose che ho amato del film, mi limito a dirvi che può vantare alcune delle scene più crude, viscerali e strepitose che ricordi, non esagero, dai tempi di Texas Chainsaw Massacre. Unica pecca, che però potrebbe essere corretta con l'uscita in dvd: i tagli voluti da Nonno Craven. Cazzo, qua e là si notano. E non fa piacere, anche perché non fa piacere pensare a Wes Craven in preda a un delirio di pruderie presenile. Tuttavia, poco male. Sbattetevene, non fateci caso e andate a vederlo. Quanto prima.

Restando in campo cinematografico, sempre per il vostro bene: Three Extremes, di Fruit Chan, Park Chan-Wook e Takashi Miike. Tre storie sospese tra il noir e l'horror orientale. Un collage crudele, visionario, magnifico, efferato. In un mondo perfetto (quindi non in questo) i film come questo non sarebbero casi isolati...

Sul fronte letterario, non posso giurarvelo ma JPod, del grande Douglas Coupland, tradotto dal vostro affezionatissimo e dalla sua dolce metà, potrebbe/dovrebbe uscire a metà ottobre. Stesso dicasi per Crusader's Cross, del non meno grande James Lee Burke. Molto presto, spero, qualche data ufficiale per le uscite.

Quanto al sottoscritto, quando la sua solita, indecente quantità di cose da fare glielo permette, è al lavoro sul Progetto Segreto A, sul Progetto Segreto B e sul Progetto Segreto C. No less. Questioni di bieca, irrazionale e irrefrenabile superstizione mista a una rispettabile di paranoia tanto per gradire mi impediscono di dirvi di più. Ma non escludo, prossimamente, di riuscire a infrangere qualche tabù e a raccontarvi qualcosa in proposito.

Last but not least, di qui a una decina di giorni al massimo dovrebbe arrivare in edicola il nuovo numero di Noir Magazine. Lotsa stuff. Ma ne riparleremo a tempo debito.

Take care, mesdames et messieurs.

A presto.